martedì 17 novembre 2015

Ad Ercolano NON regna l'Amore.

Sono stanco, molto stanco. L’amaro sentimento che oggi riecheggia nelle menti delle persone perbene di Ercolano è proprio questo. Stanco di indignarsi, di distinguersi, stanco di rendersi diverso dalla massa che senza ritegno annienta ambiente e senso civico. Persone, individui, veri animali che senza vergogna uccidono storia e cultura della propria terra. 
Spesso sentiamo parlare,oppure leggiamo un articolo in cui si menziona e si discute di fogne a cielo aperto. Di anni e anni di liberi e illegali sversamenti. Scarichi abusivi lungo le coste del ‪#‎Vesuviano‬. Liquami che ogni giorno vengono sversati illegalmente a mare sotto gli occhi di tutti, ai piedi di ‪#‎Ercolano‬ e‪#‎Portici‬. Ormai è routine. Dalle acque della città degli ‪#‎Scavi‬ fino ad arrivare al Porto del‪#‎Granatello‬, sono presenti, oltre ai liquidi putridi provenienti dalle condotte fognarie, rifiuti di ogni genere. Tutto questo però a volte non serve a rendere un' idea precisa.
Ogni cittadino, ogni individuo, ogni singolo abitante di questa città, dovrebbe sentire l’ impellente esigenza di andare a controllare nelle proprie acque cosa ci viene sversato, così come andare a curiosare nei cespugli, fra gli scogli, sulle spiagge, andare a vigilare letteralmente il proprio territorio in modo da accorgersi di quante tonnellate di rifiuti ordinari e non, vengono letteralmente smaltiti senza cura alcuna. Questo si chiama interesse, amore per se stessi, per il futuro dei propri figli, della salute dei  propri cari, del proprio commercio, delle proprie imprese, dell’ immagine che Ercolano rappresenta nel mondo.  Ma ad Ercolano non regna amor proprio.  Ad Ercolano non regna il senso di appartenenza.  Ad Ercolano non regna cultura, non regna l’attenzione, il progresso, la solidarietà e le intese . SI, ad Ercolano non regna l’ amore.
Due estati fa, Fondalicampania, diede inizio alla campagna biodegradabilità, progetto che continua ininterrottamente il suo percorso di sensibilizzazione laddove se ne risente la necessità di diffondere questo amaro verbo. I Cartelli piazzati nelle aree strategiche, a seguito di report e sopralluoghi in intesa con i comuni pertinenti, vogliono andare a colpire proprio l’ anima delle persone “distratte”, formandole su questo semplice ma sorprendente sconosciuto movimento di buona civiltà e su quanto un piccolo gesto può salvare l’ ambiente. Questo progetto al momento è stato possibile realizzarlo ad Ercolano, a Portici in zona Granatello, A Bacoli sulla piattaforma di Marina Grande ed in localita di Miseno. A tal proposito, sentiamo di ringraziare le amministrazioni comunali che ci hanno concesso di lavorare in intesa e per queste così sensibili tematiche.
Sensibilizzare, riportare all' attenzione i tempi di biodegradabilità ad‪#‎Ercolano‬, con dei cartelli apposti da ormai già un anno e più, a poco è servito. Speravamo potesse servire ad iniziare insieme con la città un percorso di rinnovamento. Tutto ciò, non ha portato altro che peggioramenti negli atteggiamenti degli ‪#‎Ercolanesi‬. Questa popolazione sembra voglia essere nemica di se stessa. Il report di inizio Novembre in località ‪#‎Favorita‬ è stato semplicemente scandaloso e profondamente inquietante. Fatti gravi. Ciò che è stato riscontrato dai nostri operatori, ha trasmesso profonda sconfitta per il lavoro costante svolto, specie in questo luogo dalle potenzialità infinite. A seguito di tali riscontri, Fondalicampania ha provveduto con un esposto datato 10/11/2015,  indirizzato alle autorità competenti nonché  all’ ufficio ambiente del Comune di Ercolano, a segnalare cataste di Eternit in località Molo Borbonico e in località Via Marittima. Pochi giorni dopo, tali materiali, sono stati prontamente rimossi. Ai servizi video e fotografici pubblicati sul nostro blog e sugli account social di riferimento, non occorrono specifici commenti. Tutte le informazioni e le spiegazioni del caso, le ritroverete intrise in quelle immagini cariche di lacrime e di amari sentimenti. Spaventoso degrado,  menefreghismo, “Munnezza” ovunque. Se non vuoi la calpesti. Rifiuti leggeri e pesanti, di facile o di speciale smaltimento, ad Ercolano non si fanno differenze. Il molo Borbonico La Favorita, è la nuova libera isola Ecologica. Si, libera perché si scarica il proprio rifiuto senza differenze in qualsiasi orario della giornata. Puoi raggiungerla in macchina, con un furgoncino o con il camion della ditta edile con la quale lavori o che rappresenti. Per i residenti nelle sue prossimità, puoi raggiungerla comodamente a piedi e lanciare il sacchetto preferito aldilà del muro. Puoi lasciare le risulte dei lavori in casa, chiuse in sacchi neri o rovesciati direttamente dal cofano della tua auto. Se sei un pescatore, puoi lasciare ogni resto della tua giornata dove vuoi, scatoli, contenitori, resti di attrezzature. Puoi uscire di casa con il secchio delle acque al detersivo e rovesciarle giù dal ponte direttamente sulla spiaggia, non avendo cura nemmeno di guardare a chi si è rovinata la giornata grazie ad un bel gavettone chimico. In fine, anche se ci risulta difficile parlare di fine, c’e’ anche un’ area giovani. I ragazzi che amano cenare all’ aria aperta, sono autorizzati a lasciare i cartoni della pizza dove meglio si preferisce, così come le carte unte di merende, di panini e le vaschette di alluminio per le loro fritture. Le bevande, bottiglie in vetro, lattine, in carta oppure in plastica, possono appoggiarsi in terra o meglio ancora lanciarle in spiaggia. “CHE AMAREZZA”. Che profondo scoramento. Sentiamo di poter affermare che il grado di allarme è molto alto e abbiamo motivi per credere che ciò che risulta essere visibile in superficie sia solo l' inizio .Si, che ingestibile disagio sentire scorrere dentro il senso della rassegnazione. Questa sensazione, ciò che le persone rammaricate manifestano con le parole e con gli atteggiamenti,  è la sconfitta più grande. Sono queste le brave persone, quelle che vanno tutelate e coinvolte in un progetto di crescita comune. Quelle persone che in questo momento, come tutti noi, hanno la morte nel cuore e che sentono la sofferenza per questi sentimenti chiamati amore e bene comune. Scegliere di promuovere, vuol dire lavorare costantemente affinché valori come tutela e salvaguardia, percorrano le loro strade a velocità inarrestabili senza mai fermarsi, senza mai fare rumore, vigilando, condannando, distruggendo ogni piccolo seme d’ ignoranza, degrado e malaffare. Non giriamoci troppo intorno, non illudiamoci che questa città è in ripresa. ERCOLANO E’ LA CAPITALE DELLA NON CULTURA, e se non siamo capaci di elevare il senso civico di tali persone, la colpa è soprattutto nostra. Parole come Dignità, Rinnovamento, Tutela, Rispetto, fanno parte del nostro vocabolario, di quelli che non sono la minoranza, che non sono la non cultura. Noi, come tutti gli Ercolanesi perbene,  di sicuro rappresentiamo oggi il futuro ed il riscatto di questa città senza controllo, sfruttata da quella minoranza che purtroppo anche se tale, è riuscita a briglie sciolte a ridurla in un  pozzo di vergogne.  Noi siamo di più. Siamo la maggioranza. Tocca a noi non fermarci mai, diffondere il verbo e costringere le pigre amministrazioni a svolgere i loro compiti, soprattutto perchè oggi noi siamo la dimostrazione che la maggiore causa di inciviltà e degrado, risultano essere  menefreghismo e indifferenza. Che se si decide di fare attivismo, di coinvolgere la brava gente, le persone coscienziose, possono cambiare tante cose e più rapidamente di quanto si crede. Ciò che abbiamo deciso, ciò che abbiamo in mente, questo nobile sentimento che va coltivato incondizionatamente coinvolge anche te, tu che hai a cuore il bene comune e che provi amore per la tua terra.  L’ immobilismo, quello nostro, rappresenta la morte ed il mal funzionamento di questa complessa, sfortunata, triste, scoraggiata ma infondo così meravigliosa Ercolano. Noi abbiamo deciso di andare avanti, di vigilare su questa disgraziata città e contribuire a rimettere al proprio posto tutti i cocci rotti. Stai con noi. Lavoriamo insieme per la nostra Ercolano. Facciamo tornare l’ amore.

a cura di Luca Chiaravalle

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