sabato 25 luglio 2015

Baia, l’atlantide dei napoletani

La Campania è la Regione più ricca anche per quanto riguarda le storie misteriose che si tramandano da secoli. Dai tesori nascosti alle baie che fanno da corona, c’è un luogo pieno di mistero, il luogo di villeggiatura più rinomato dell’Impero Romano: Baia, una città sospesa nel tempo. Tanti anni fa si cominciò a dragare il piccolo porto di Baia che si trova lungo la costa dei Campi Flegrei. 

Il porto serviva per l'attracco dei battelli che viaggiavano verso Ischia e Procida ma i fondali erano bassi, le secche pericolose e si richiedeva urgentemente un intervento mirato. Cominciato il lavoro di divellere invece di secche e scogli vennero rinvenuti resti di colonne, statue e pezzi di pavimento.
Avevano trovato Baia, la città sommersa.

In epoca tardo antica un cataclisma l'aveva fatta crollare insieme ai meravigliosi mosaici che coprivano le ville, le strade, gli impianti termali,  le  statue. Là sotto, si possono vedere i tracciati stradali, le statue, le botteghe e le ville patrizie che si affacciavano sulla rinomata località marittima e termale.
Troviamo il tempio di Diana, che era in realtà una struttura termale, affrescato con scene di caccia, il Tempio di Mercurio è in realtà un “frigidarium” ( parte delle antiche terme romane dove potevano essere presi bagni in acqua fredda) e quello di Venere un altro edificio termale affacciato su una piscina all'aperto.Saccheggiata dai Saraceni nel VIII secolo la città di Baia fu abbandonata e così rimase fino al 1500 quando, a causa del bradisismo sprofondò a 5-8 metri sotto il livello del mare.

Quello che rimane alla luce del sole dell'antica Baia è la parte collinare della città che oggi si trova allo stesso livello del mare.
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