venerdì 21 marzo 2014

Come trovare il feeling perfetto con il mare? [PARTE I]

Avevo 15 anni e i miei parenti mi portavano tutti i giorni a fare il bagno alla Baia degli Infreschi
Baia degli Infreschi
a Marina di Camerota, luogo incantato raggiungibile solo da mare. Per riconoscerla bastava scorgere da lontano la storica imbarcazione del “pirata” posta al centro dell’insenatura.
 
Dopo una decina di giorni passati in quella baia incantata ...
 
...era tale la mia destrezza nell’acqua e la mia conoscenza "dell'habitat submarino", che quel giorno riuscivo a trattenere il fiato più del solito e scorrazzando sott’acqua come un pesciolino, iniziai a godermi quel mondo incantato che mi circondava in maniera “speciale”. Ricordo di aver passato mezza giornata provando una sensazione di infinita armonia anche solo stando fermo a mezz’acqua o nuotando lentamente con il petto a fil di fondale, il tutto senza fatica, anzi, mi sembrava più che naturale e ovvio che io appartenessi a quell’ecosistema.

Da quel giorno il mio rapporto con il mare è cambiato e ho sempre pensato che in un certo modo io gli appartengo.

"Sono passati oramai molti anni e oggi ho finalmente scoperto cosa mi fosse accaduto."

In pratica, proprio come accade per i delfini, anche gli esseri umani quando immergono la testa nell’acqua il cuore rallenta il  ritmo per permettere al corpo di consumare meno energia possibile. 
I delfini però hanno anche la capacità di ridurre le funzioni celebrali al minimo così da consumare pochissima energia sott’acqua. Per noi esseri umani invece esistono dinamiche simili che possono sortire lo stesso effetto.
Si devono rilassare il corpo e la mente fino a trovare l’armonia con l’acqua, provando il piacere di fare quello che stiamo facendo senza paure e in piena consapevolezza, ed ecco, allora, che il consumo di energia sarà dimezzato.
  Quali sono gli ostacoli da superare per trovare l’armonia perfetta?
 
La paura dell’ignoto è sicuramente l’elemento negativo che ostacola una piacevole passeggiata marina. In genere si manifesta con l’ansia di trattenere il respiro, la paura di ciò che ci circonda, il fastidio di non appoggiare i piedi a terra.
Di fondo (e a fondo) noi esseri umani abbiamo tutte le carte in regola per stare bene nell’elemento liquido, ma se prende il sopravvento l’ansia, la nostra permanenza nel mondo marino ad ogni trattenuta di respiro sarà breve e faticosa.
Al contrario, se ritroviamo in acqua le sensazioni positive, sarà tutto più facile e bello.
...Quindi, dipende tutto e solo da noi e dalla nostra testa, prima che dal nostro corpo...

In gioco non c’è solo la capacità di trattenere meglio il fiato sott’acqua , qui c’è in gioco la possibilità di provare sulla propria pelle cosa vuol dire amare davvero il mare e farne parte.  
Buona armonia subacquea a tutti...
to be continue…                                                     
Di Giovanni Paolo Iacomino